Il giorno del nostro SI

09 Giugno 2014

Il giorno del mio Si , del nostro Si, il giorno che abbiamo tanto atteso e desiderato.

Il nostro matrimonio non è stato uno di quelli sfarzosi, anzi la parola d’ordine per ogni cosa era semplicità,è stato essenziale in tutte le cose .

Ma Partiamo dal principio,

La proposta di matrimonio?

Quella l’ho fatta io,fatta io perché il mio non marito di allora avrebbe tranquillamente atteso altri cinque anni, perché effettivamente non avevamo ne una casa ne i soldi per sposarci, eppure io non avevo paura sapevo che saremmo riusciti a fare tutto, lo sapevo perché mi conosco, perché non pretendo molto da nulla. Infatti ogni volta che lui mi diceva “come facciamo?” io rispondevo “fidati di me, del mio sesto senso” , manco avessi chi sa cosa , non avevo nulla se non un lavoro che mi fruttava settecento euro al mese, di questi settecento euro ne mettevo da parte seicento, risparmiavo su qualsiasi cosa per riuscire a fare ciò che desideravo.

Si sa che quando arriva il momento di sposarsi la mente viaggia, soprattutto la donna inizia ad immaginare ogni minimo dettaglio , ogni particolare per fare in modo che quel giorno sia indimenticabile. Non ho mai avuto dubbi sulla data, avrei atteso altri cinque anni pur di sposarmi il 9 Giugno, perché? Questa è la data di nascita di mia madre, ho sempre desiderato sposarmi in quel giorno, era il mio modo per avere un motivo per festeggiare, per non dare spazio alla tristezza e fare in modo che la sua nascita sia un giorno di festa sempre e comunque. Sicuramente il fatto di non poter aggiungere una candelina in più sulla sua torta non mi riempie il cuore di gioia ma almeno cosi so per certo che la festeggerò per sempre anche se in modo diverso.

I preparativi sono iniziati circa un anno e mezzo prima, chiunque ci vedeva non avrebbe scommesso un centesimo su di noi, sulla riuscita di tutto, praticamente l’unica veramente convinta e sicura ero io, mio marito ha iniziato a crederci ed a prendermi sul serio con il tempo.

Non tutto e’ stato semplice ma su alcune cosa ero straconvinta già da subito come ad esempio la chiesa, già sapevo che avrei voluto percorrere la stessa navata percorsa da mia madre anni prima , mettici lo stesso parroco ed il primo tassello era perfettamente al suo posto. Una chiesa fuori dal mio paese, lontana dagli occhi dei conoscenti, ma vicina a tutta la famiglia.

Ricerca del ristorante,

volevo qualcosa di elegante ma non costoso, possibilmente vista mare, il mare della mia adorata Napoli. Sembrava impossibile conciliare tutto invece ci siamo riusciti. Villa Maria in via Manzoni, una delle zone più belle di Napoli, semplice e raffinata ed una vista mare pazzesca.

Abito da sposa

Poi è arrivato il momento più duro , più complicato e difficile, la ricerca dell’abito, cercare l’abito senza mia madre è stata una delle cose più difficili,non facevo altro che immaginare i suoi occhi, fissi su di me, i suoi occhi pieni di orgoglio, vedere la sua unica figlia femmina in abito bianco, sembrava tutto bello ed allo stesso tempo brutto e non all’altezza. Quello che doveva essere un momento magico per me è stato un vero e proprio strazio. Più che trovare l’abito giusto per me era togliermi un pensiero,infatti la scelta del mio vestito è stata una tragedia, comunque alla fine ne ho travato uno che nonostante oggi non scegliere di nuovo, in quel giorno mi ha fatto sentire bella e quindi va bene cosi.

Allestimenti

fiori semplici e colori tenui , rosa pallido e bianco con un tocco di pizzo in alcuni dettagli . Ho voluto realizzare io i centro tavola, per ogni tavolo, ho realizzato i coni per il riso ed il cestino per poggiarli all’interno. Ricordo le sere dopo il lavoro, l’amore e la dedizione nel creare gli oggetti che mi avrebbero accompagnato nel mio giorno più bello.

Arriva il momento

Finalmente ci siamo, arriva il giorno, un matrimonio in tutta calma in quanto scegliemmo di celebrarlo nel pomeriggio e festeggiare in serata. Ero nervosa e sembrava che il momento non arrivasse mai , ma poi arriva.

Mentre mi recavo in chiesa stringendo la mano di mio padre , super emozionato, ma io pensavo a lei a quanto avrei voluto averla al mio fianco , a quanto avrei voluto sentirmi dire ” sei bellissima” avrei voluto vedere i suoi occhi emozionati, emozione che non ho mai potuto ammirare.Avrei voluto stringerla forte, saltare con lei , avrei voluto mille cose in quel momento , ma lei non c’era, non c’era con il corpo ma il suo spirito amorevole di chi ama e non abbandona era con me.

lL’ho capito, ho compreso che lei era li nel momento in cui Il mio amico autista girava le stazioni radio improvvisamente si ferma su una canzone ” Sitting down here” Lene Marlin

“Sono seduta qui , ma tu non riesci a vedermi , come se fossi invisibile non noti la mia presenza, non sono proprio nascosta, nemmeno come un ombra,avevo solamente pensato di stare con te per un giorno”

Non conoscevo il testo tradotto, ho solo pensato che quello fosse il suo modo per starmi vicino, visto che insieme cantavamo, a modo nostro , quella canzone. Dopo anni l’ho tradotta e non vi dico cosa e’ successo al io cuore.

Arriviamo in chiesa, vedo il mio futuro marito sbirciare tra la folla in cerca del mio viso, i suoi occhi pieni di emozione resteranno impressi per sempre nella mia mente, il suo sguardo mi ha fatta sentire stupenda come nessuno mai, in quel momento mi sono sentita sicura, sicura di aver scelto l’uomo della mia vita.Tra una risata e l’altra finalmente sposi.

Non ho pianto, ero fortemente emozionata , ma durante la funzione non ho versato una lacrima, diversamente da come credevo, e’ stato tutto cosi divertente, cosi spontaneo che veramente non c’è stato spazio per altro, la mia emozione è esplosa nel momento in cui abbiamo ballato, il nostro primo ballo mi ha letteralmente messa KO, non ho capito più nulla, o forse li ho capito che finalmente eravamo marito e moglie.

Quel giorno e’ volato, e’ stato stupendo , non avrei potuto desiderare di più, avevo li l’uomo che amavo, la mia famiglia , un panorama stupendo e tutto e’ stato come io lo desideravo.

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